#openjesolo
Blog ufficiale di Christofer De Zotti, consigliere comunale e Capogruppo di Jesolo Bene Comune. Parliamo di politica locale...ma non solo.
giovedì 12 maggio 2016
lunedì 7 marzo 2016
JESOLO. CRISI DEL SISTEMA BANCARIO
Martedì 15 marzo alle ore 20.30 al PalaArrex di piazza Brescia a Jesolo Indipendenza Veneta ha organizzato una serata-dibattito sul tema della crisi bancaria.
Parteciperò con un intervento politico in qualità di Consigliere comunale.
Siete tutti invitati, sarà una serata interessante.
Ubicazione:
Piazza Brescia, 30016 Lido di Jesolo VE, Italia
ECCO CON CHI CE L'HO
Ieri ho trovato un conoscente che, sapendo il mio impegno politico e la mia propensione a non mandarle a dire, mi ha chiesto sorridendo: "Oggi con chi ce l'hai?".
Di getto ho risposto che in questo momento non ce l'ho con nessuno in particolare. Ho poi aggiunto, con poca convinzione e nella necessità di abbozzare una battuta che ce l'ho col sistema. Ma poi ci ho pensato qualche istante e mi sono accorto che forse effettivamente con qualcuno ce l'ho.
E' da un pezzo che ci penso e più va avanti il tempo più me ne convingo. Io ce l'ho con chi parla e non fa. Con chi critica, ma non costruisce. Con chi crede che fare l'opposizione significhi solo raccontare ciò che non va. Con chi si è ritagliato il mestiere dell'oppositore e del criticone, con l'intento di demolire soltanto. Effettivamente, come dar loro contro: quel mestiere implica il fatto di evitare sempre di confrontarsi col momento della realizzazione. Parlare è molto comodo.
Io sto all'opposizione, spero ancora per poco :) Ma ho sempre cercato, assieme alla critica, di dire come avrei fatto io le cose, come mi sarei comportato. Ho cercato di collaborare con tutti gli amministratori per portare qualcosa di mio, un contributo, un'esperienza, una competenza. Anche con chi mi sta antipatico. Perchè io sono stato votato per fare, non per parlare. E se contribuisci a realizzare qualcosa di concreto dall'opposizione, il valore della tua azione è ancora più importante.
Devo dire però che sto facendo una grande fatica a ritrovare nella politica questo atteggiamento. Non perchè io sia più bravo: anzi, di cose ne ho molte da imparare. Ma vedo che prevale la gelosia, la chiusura, la difficoltà al dialogo. Peccato, sarebbe tutto più facile.
venerdì 4 marzo 2016
CONCESSIONI DEMANIALI E BOLKESTEIN. IN 5 PUNTI TUTTO QUELLO CHE DEVI SAPERE
Concessioni demaniali e turismo italiano a rischio?
Se ne parla da molto tempo, ma le notizie degli ultimi giorni hanno contribuito ad alimentare la preoccupazione di chi lavora sulle spiagge italiane. In realtà sul tema girano errori, falsi miti, addirittura vere e proprie mistificazioni che non aiutano ad affrontare la questione con chiarezza.
In 5 punti, cercherò di rendere chiaro e semplice quello che sembra (ed è) complicato.
(Qualcuno si chiederà se sono davvero affidabile. Come molti che scrivono sul web, potrei essere inaffidabile o vendervi false informazioni. Abbiate fiducia, so di cosa parlo: sono concessionario del demanio da oltre dieci anni e nel 2011 ho discusso la mia tesi di laurea proprio sulle concessioni)
1) DIRETTIVA BOLKESTEIN
Nel 2003 l'Unione Europea adotta la direttiva 123/2006 sui servizi del mercato interno, la cosiddetta "Direttiva Bolkestein" dal nome del commissario che ne ha seguito l'approvazione. Al tempo ci fu una forte polemica da parte di chi temeva che la liberalizzazione dei servizi producesse gravi ripercussioni economiche nei paesi europei: celebre fu lo spauracchio francese del famoso "idraulico polacco". Nessuno però pensava, o poteva immaginare, che la nuova normativa coinvolgesse anche le spiagge.
In breve: la Bolkestein si applica alle concessioni di terreni demaniali marittimi (stabilimenti, chioschi, bar, ristoranti e altre attività) in virtù dell'art. 12 il quale prevede che in caso di autorizzazioni (o altri titoli) il cui numero sia "limitato per via della scarsità delle risorse naturali" sia necessario un confronto tra i diversi candidati che sia imparziale e non preveda preferenze per alcuno. Sarebbe questo il caso delle concessioni in spiaggia che, più generalmente, violerebbero l'art. 49 del Trattato UE che sancisce il divieto di discrimanazione all'interno dello spazio europeo.
La Commissione europea ha così aperto la procedura di infrazione 2008/4908 contestando nello specifico la normativa regionale del Friuli Venezia Giulia la quale, rifacendosi al Codice della Navigazione e al Decreto Legge 400/1993, prevedeva il diritto di insistenza ed il rinnovo automatico a favore del concessionario uscente.
Secondo la Comissione europea, nell'assegnare le concessioni sia nel caso di nuove aree che nel caso di aree già assegnate, lo Stato Italiano dovrebbe organizzare delle gare pubbliche, trasparenti, imparziali che mettano tutti i richiedenti nelle uguali condizioni, senza in nessuna maniera privilegiare chi è concessionario uscente.
2) LE PROROGHE
Prima le regioni costiere in ordine sparso e successivamente lo Stato italiano sono intervenute, consapevoli dell'impossibilità di organizzare da un momento all'altro le gare ad evidenza pubblica per il rinnovo delle concessioni, hanno deciso di intervenire con una proroga delle concessioni in scadenza, in attesa di dettare le regole per le aste. Si è quindi concessa un rinnovo al 31 dicembre 2015, attraverso il Milleproroghe del 2009. Successivamente è intervenuta la proroga attualmente in essere e in giudizio alla Corte di giustizia europea, al 31 dicembre 2020.
Nel frattempo il Parlamento aveva stabilito di dare mandato al Governo di emanare un decreto che contenesse i criteri delle future aste pubbliche. Come spesso succede in Italia, i termini e le scadenze che la politica si da, cadono nel nulla e non segue nessun atto concreto. Ad oggi, non c'è notizia del decreto in questione.
3) IL GIUDIZIO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA
Altra situazione tipicamente italiana: la proroga al 2020 non è concordata con la Commissione europea e questo alimenta fin dall'inizio una discussione sul fatto che quest'ultima possa sconfessarla e non accettarla.
La Commissione europea ha così aperto la procedura di infrazione 2008/4908 contestando nello specifico la normativa regionale del Friuli Venezia Giulia la quale, rifacendosi al Codice della Navigazione e al Decreto Legge 400/1993, prevedeva il diritto di insistenza ed il rinnovo automatico a favore del concessionario uscente.
Secondo la Comissione europea, nell'assegnare le concessioni sia nel caso di nuove aree che nel caso di aree già assegnate, lo Stato Italiano dovrebbe organizzare delle gare pubbliche, trasparenti, imparziali che mettano tutti i richiedenti nelle uguali condizioni, senza in nessuna maniera privilegiare chi è concessionario uscente.
2) LE PROROGHE
Prima le regioni costiere in ordine sparso e successivamente lo Stato italiano sono intervenute, consapevoli dell'impossibilità di organizzare da un momento all'altro le gare ad evidenza pubblica per il rinnovo delle concessioni, hanno deciso di intervenire con una proroga delle concessioni in scadenza, in attesa di dettare le regole per le aste. Si è quindi concessa un rinnovo al 31 dicembre 2015, attraverso il Milleproroghe del 2009. Successivamente è intervenuta la proroga attualmente in essere e in giudizio alla Corte di giustizia europea, al 31 dicembre 2020.
Nel frattempo il Parlamento aveva stabilito di dare mandato al Governo di emanare un decreto che contenesse i criteri delle future aste pubbliche. Come spesso succede in Italia, i termini e le scadenze che la politica si da, cadono nel nulla e non segue nessun atto concreto. Ad oggi, non c'è notizia del decreto in questione.
3) IL GIUDIZIO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA
Altra situazione tipicamente italiana: la proroga al 2020 non è concordata con la Commissione europea e questo alimenta fin dall'inizio una discussione sul fatto che quest'ultima possa sconfessarla e non accettarla.
Invece, colpo di scena, la messa in discussione della proroga al 2020, che in questi ultimi mesi è diventata formalmente operativa per le decine di migliaia di concessionari italiani, viene dal fronte interno. Nel corso del 2015 il TAR lombardo e poi quello sardo, nel corso di due contenziosi amministrativi, hanno sollevato la questione della compatibilità della proroga al 2020 con la normativa comunitaria, rimandando il giudizio alla Corte di giustizia europea. Quest'ultima ha avviato la procedura. Arriviamo alle notizie degli ultimi giorni: concluso l'iter iniziale l'Avvocatura generale europea, una sorta di "accusa" nel processo, conclude le sue memorie e afferma che la proroga non è compatibile con il diritto comunitario perché sancisce arbitrariamente una estensione temporale della concessione senza confronto tra più richieste.
E quindi, direte voi? Quindi bisogna dire che nella maggior parte dei casi la Corte difficilmente smentisce la posizione dell'Avvocatura generale. Di qui il fondato convincimento di molti che la proroga venga bocciata.
I rumors, in questo caso, riferiscono della volontà del Governo di arrivare alle aste già nel 2018, in caso di bocciatura.
4) LE CONCESSIONI PER IL TURISMO ITALIANO
Il turismo italiano si regge in buona parte sul comparto balneare. Migliaia di chilometri di costa bagnano ben 15 diverse regioni. Dalla costa veneta a quella romagnola, passando per quella pugliese e quella ligure, senza dimenticare le isole hanno in essere migliaia di concessioni, la maggior parte delle quali in capo a famiglie o piccole aziende che ne fanno il proprio lavoro e che spesso con mezzi propri hanno messo in atto considerevoli investimenti, dando lavoro a decine di migliaia di persone, creando indotto e tasse. Oltretutto il turismo balneare fonda il proprio successo anche sulla peculiarità di questa offerta.
Il rischio? Che le concessioni siano appetibili a grossi marchi (Autogrill, ad esempio) che uniformerebbero l'offerta delle spiagge italiane e creerebbero un grosso danno economico e sociale. O ancora peggio che sia terreno per l'infiltrazione di cosche mafiose e il riciclaggio di proventi illegali.
5) LE POSSIBILI SOLUZIONI
Veniamo alla conclusione. Quali possono le possibili soluzioni a questa situazione?
a) Lo Stato italiano non applica la direttiva Bolkestein al comparto balneare, entrando in perenne conflitto con l'Unione Europea e pagandone le conseguenze in termini di sanzioni. È lo scenario ideale ma meno probabile, quasi impossibile.
b) Lo Stato italiano riesce ad ottenere la deroga della Bolkestein per il comparto balneare. Anche qui siamo nel campo del possibile, ma non del probabile. Anche qui sembra difficile che la Commissione europea tratti una deroga dopo che la Bolkestein è già stata accettata, dopo una lunga proroga, da Spagna e Portogallo.
c) Lo Stato italiano tratta con la Commissione europea l'applicazione immediata della Bolkestein per le nuove concessioni, mentre per le concessioni esistentici sarà un ulteriore periodo di proroga per accompagnare i concessionari all'applicazione futura delle gare. Scenario molto probabile, applicato già dalla Spagna.
d) Lo Stato italiano applica tout court le gare, magari già dal 2018.
Resta aperta la partita relativa ai criteri di applicazione delle aste e alla richiesta da parte dei concessionari di far valere, in sede di punteggio, una certa priorità rispetto ai nuovi concorrenti. Inoltre potrebbero esserci il riconoscimento dell'avviamento aziendale in caso di subentro di un nuovo soggetto nella concessione e sicuramente il rimborso degli investimenti non ancora ammortizzati.
Spero di avere portato un po' di chiarezza a chi vuole informarsi sulla questione, senza dare giudizi di merito. Ovviamente io ho la mia opinione, molto chiara, in merito; ma questa è un'altra storia...
Christofer
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martedì 15 aprile 2014
SICUREZZA A JESOLO
Escalation di furti in negozi, bar e abitazioni a Jesolo. Già un anno fa avevamo lanciato l'allarme sicurezza e nelle scorse settimane eravamo tornati sul tema, con una mia lettera all'Assessore Rizzo e al Comandante della Polizia Locale ponendo l'attenzione sul manipolo di sbandati e senza tetto che stazionavano e occupavano piazza Marconi e il parchetto.
Il tema, tuttavia, è sempre lo stesso, al netto delle polemiche. Due interrogazioni in Consiglio comunale firmate da Jesolo Bene Comune e Lista Martin chiedevano al Sindaco la situazione del Commissariato di Polizia di Jesolo, specie sul fronte uomini. Il vero grande problema di Jesolo oggi è quello di avere non solo i rinforzi stagionali, ma anche e soprattutto la dotazione organica ordinaria per svolgere le mansioni di controllo del territorio. L'abbiamo detto: la scorsa estate a Jesolo la Polizia non riusciva a garantire anche per più di 24 ore consecutive una pattuglia per l'interp territorio di Jesolo. La scorsa settimana un albergatore ha subito un furto e, chiamato il 113, ha dovuto attendere l'arrivo della volante da Mestre!
Servono a poco telecamere, droni e un nuovo Commissariato se poi per le strade non gira nessuno! Questo ci sentiamo di chiedere oggi al prefetto: visti i centinaia di milioni di euro che Jesolo manda a Roma, vogliamo uomini sul territorio!
Christofer
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martedì 18 febbraio 2014
PENSARE IN GRANDE
"Mentre
nel mondo si parla di Smart City, Social Housing e Internet of Things a
Jesolo discutiamo su come e se riproporre la Festa dei Nonni. Capite
perchè io sono all'opposizione?"
Parto da questa frase che ho postato ieri su Facebook per fare un breve ragionamento.
Nulla da obiettare sull'importanza che può avere l'idea di intercettare un target turistico, come quello del segmento anziani, che ad oggi non abbiamo ancora esplorato pienamente. Anche se, e bisogna dirlo, continuiamo a nutrire profondi dubbi sulle modalità con cui quest'idea è stata attuata. La questione non riguarda la Festa dei Nonni, no.
La vera, grande riflessione che dobbiamo affrontare riguarda il fatto che in due anni di amministrazione comunale jesolana del grande inciucio PDL-PD, ora NCD-FI-PD, è svanito uno spirito, un modus operandi, un'idea di amministrazione che si erano affermati negli ultimi vent'anni.
Mi riferisco banalmente al fatto che Jesolo, la città turistica e non la semplice località di mare, deve pensare in grande. Come mi ha detto oggi una persona, Jesolo non può accontentarsi di essere la seconda spiaggia d'Italia, anche perchè purtroppo se guardiamo i numeri non lo siamo più da un pezzo. Vedo altrove, presso altri Comuni che hanno la metà dei dipendenti, delle risorse, dei cittadini di Jesolo, una passione e una capacità di inventare che da noi sembra svanita. Ci accontentiamo del piccolo cabotaggio e non riusciamo a produrre un solo vero grande progetto di sviluppo che sia la naturale conseguenza di una vision, di un'idea di città di qui a dieci, venti anni.
E allora ecco che sono deluso, affranto, demoralizzato per il fatto che nulla viene detto, ideato, prodotto dalla Giunta Zoggia su temi cruciali quali il social housing, la smart city, l'utilizzo dell'IOT, dell'e-government, dell'innovazione tecnologica, della banda larga, della comunicazione. E stare fermi 5 anni in ambito pubblico, significa bloccare una città per 10 anni.
Su questo tema torneremo, anche con proposte concrete. Per ora lasciatemi esprimere tutta la delusione e lo sconforto.
Christofer
sabato 15 febbraio 2014
UN LAVORO BEN FATTO
"Come vivere? Allora questa domanda ce la dobbiamo porre non soltanto
alla fine di un millennio, di un secolo, di un anno, ma tutti i giorni, e
tutti i giorni svegliandoci, si dovrebbe dire: oggi che cosa ci
aspetta? Allora io considero che si dovrebbero fare le cose bene, perché
non c’è maggiore soddisfazione di un lavoro ben fatto. Un lavoro ben
fatto, qualsiasi lavoro, fatto dall’uomo che non si prefigge solo il
guadagno, ma anche un arricchimento, un lavoro manuale, un lavoro
intellettuale che sia, un lavoro ben fatto è quello che appaga l’uomo." Mario Rigoni Stern, da "Ritratti" di C. Mazzacurati e M. Paolini
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